Come scegliere Fucili e Cartucce par la SELVAGGINA

Fucili e cartucce par la SELVAGGINA

Gli acquatici
Gli uccelli acquatici sono una categoria di animali che trascorre la propria vita tra gli specchi d'acqua a i canneti che li circondano. La caccia a questi uccelli può essere da appostamento o vagante con diverse problematiche e difficoltà.
Scelta del fucile per gli acquatici
La caccia agli anatidi di maggior dimensione (es. germano Reale) è generalmente praticata all'aspetto da appostamenti fissi o temporanei e in entrambi i casi al fucile ed alla cartucce si richiedono prestazioni massime. In questo caso si parla di armi del tipo cal. 12 magnum con camera di cartuccia da 76 che hanno la potenzialità di sparare cartucce fino a 56 gr. di piombo.
Fucili da caccia di queste caratteristiche generalmente sono pesanti per cui la scelta cade anche in funzione del vigore fisico del cacciatore che è costretto a tenere in mano per ore il fucile.
Le tipologie di tiro per la caccia da appostamento sono generalmente tarate su distanze elevate e i fucili più indicati sono semiautomatici e sovrapposti, mentre la doppietta a certe distanze risente di una certa imprecisione.
Occorre inoltre valutare l'effetto del rinculo che si genera con cariche magnum, il cui effetto è particolarmente evidente su fucili da caccia diretti, quali sovrapposti e doppiette. L'effetto rinculo è invece abbastanza ammortizzato dai fucili semiautomatici a sottrazione di gas, che sono da preferire anche per avere il terzo colpo a disposizione.
Nella caccia vagante con o senza cane lungo i canneti  la scelta del fucile è rilevante poiché le distanze di tiro non sono mai eccessive e l'imbracciata è veloce; anzi sono preferibili fucili leggeri e non magnum.
Il calibro del fucile da caccia, rigorosamente il 12 poiché il 20 anche se magnum non raggiunge le potenzialità necessarie sui tiri a lunga distanza.
Scelta della cartuccia per gli acquatici
La cartuccia utilizzata nella caccia agli acquatici dovrebbe avere il bossolo in plastica, meno soggette ad acquisire l'umidità atmosferica. Le polveri migliori per le pesanti cartucce utilizzate devono essere preferibilmente a doppia base. Il contenitore nella cartuccia è d'obbligo.
Le cariche di piombo devono essere le massime del cal. 12 standard fino ad arrivare per uccelli del peso di circa 1 kg. a cariche baby magnum e magnum. La numerazione dei pallini possono andare da 6 a 4 nel caso di uccelli di media taglia fino ad 2 e 3 nel caso del germano reale.

La beccaccia
La beccaccia è uno scolopacide migratore che si caratterizza per il lungo becco con il quale si alimenta di lombrichi che si trovano nel suolo.
La si incontra generalmente nei boschi e nelle zone ove l'abbondanza di humus e acqua rende il suolo penetrabile al suo becco.
 Scelta del fucile per la beccaccia
La caccia alla beccaccia è una caccia difficile sia per il carattere sospettoso ed elusivo della stessa, sia per le asperità e le difficoltà fisiche che si incontrano cacciando spesso in alta collina o in montagna, sia gli ambienti che pur ricchi di fascino sono generalmente costituiti da boschi in cui il tiro non è mai pulito ma sempre ostacolato da alberi e fronde.
La beccaccia di per se è un uccello che accusa io colpo, in altri termini non è molto resistente alla fucilata, ma la stessa spesso, è esplosa dal cacciatore in condizioni psicofisiche disagiate e in situazioni nelle quali il tiro raramente è pulito.
Come è vero che esistono cani da beccaccia o meglio che si adattano alla beccaccia ed alla sua caccia meglio di altri lo stesso è altrettanto vero per i fucili e per le cartucce.
Il fucile per la caccia alla beccaccia deve essere prima di tutto leggero. Il cacciatore può portarselo appresso in una giornata intera andando su e giù per monti e colli e faticando a muoversi nelle fitta macchia. Un fucile pesante genererebbe uno sforzo eccessivo deleterio al momento in cui con il cuore in gola vada servire il proprio cane. Quindi fucile leggero.
Quali le caratteristiche del fucile. La beccaccia non è molto resistente alla fucilata per cui calibri adatti possono tranquillamente essere il 12 e il 20 oltre al quasi scomparso 16. Spesso con la beccaccia il probelma più grande è mettere a segno il colpo che può essere "mangiato" da armi e foglie.
Perciò la canna del fucile da caccia deve avere due prerogative: essere corta poiché un buon tiro si svolge sempre a ridotta distanza e avere strozzatura minima. Si consigliano fucili con lunghezza di canna che vada a da 60 a 66 cm e con strozzatura 4 stelle o anche cilindriche per ampliare la rosata. Ci sono coloro che consigliano canne con rigature interne che facilitano la dispersione dello sciame di pallini.
Tra i fucili quelli a due colpi vanno benissimo (doppietta e sovrapposto) poiché per la maggior parte delle volte il terzo colpo non si spara visto l'ambiente in cui si caccia.
 Scelta della cartuccia per la beccaccia
La cartuccia utilizzata nella caccia alla beccaccia deve avere due requisiti: non essere troppo pesante, poiché il tiro si effettua a distanza ridotta e avere notevole capacità di ampliamento della rosata.
Proprio per questo motivo l'industria armiera mette a a disposizione dei cacciatori, cartucce dette "dispersanti" che sono caratterizzate da avere borre contenitore con alette interne che tendono a separare lo sciame dei pallini permettendo l'allargamento della rosata.
La cartuccia deve contenere piombo non troppo grande: numerazioni che vanno dal 8 al 10 vanno benissimo; mentre per il calibro 12 la scelta è molto ampia lo stesso non si può dire per il calibro 20 e men che meno per il 16.

Il fagiano
Il fagiano è probabilmente la specie di uccello stanziale più cacciata. In Italia il fagiano si caccia principalmente con il cane da ferma anche se in alcune riserve "vecchia maniera" ancora si organizzano cacce stile inglese in battuta dove il fucile è rigorosamente "la classica doppietta".
  Scelta del fucile per il fagiano
 La scelta più corretta del tipo di fucile da opporre al fagiano, è fortemente dipendente dalle modalità con la quale si intende cacciarlo.
Cacciare il fagiano in zone boscose costringe il cacciatore imporsi metodi di caccia e dotarsi di relativi attrezzi del mestiere (cartucce e fucile), diversi da una caccia effettuata in luoghi aperti composti di prati o brughiere. In questi casi le distanze di tiro, le capacità elusive del selvatico, gli affaticamenti del cacciatore sono diversi tra loro e ancor di più dalle caccie in battuta alla posta.
La caccia nel folto bosco prevede un fucile calibro 12, possibilmente leggero e dotato di canne corte (60 cm.) con ridotta strozzatura o assente I tiri in questo circostanze sono corti, immediati e l'efficacia balistica dell'arma e della cartuccia vengono fortemente contrastate dal fogliame. Per questo motivo un'arma corta, dal facile brandeggio, che generi una rosa sufficientemente aperta in modo da compensare l'impossibilità di realizzare una mira impostata.
Tra i fucili basculanti la doppietta è fucile d'elezione per l'immediatezza del tiro ma anche il sovrapposto per la sua stabilità nel tiro è ottimo.
Probabilmente i fucili semiautomatici garantendo un colpo in più possono permettere di saturare "lo spazio aereo" della sagoma ed essere ritenuti migliori.
In questo tipo di caccia forse l'unica arma da non consigliare è la doppietta a cani esterni per l'evidente rischio di far agganciare i cani con frequenza sugli arbusti.  Il calibro 20 non è troppo indicato anche se leggero perché ha una maggiore necessità di essere mirato con precisione.
Se la caccia al fagiano si svolge in terreni aperti si rischia spesso di trovarsi nelle condizioni di effettuare tiri a lunga distanza, utilizzando di conseguenza cartucce abbastanza potenti. Di conseguenza le armi utilizzate (doppietta, sovrapposto, semiautomatico) devono avere canne di 70 - 71 cm. con strozzatura 2 stelle nell'automatico e 1/3 nei fucili basculanti.
A volte nella caccia vagante al fagiano si utilizzano fucili calibro 20 per la necessità di portarsi in giro un peso minore, magari per tuta la giornata. In realtà il problema è superato poiché negli anni le aziende armiere hanno prodotto calibro 12 sempre più leggeri.
I fucili utilizzati nelle cacce alla posta devono essere rigorosamente calibro 12 con canne lunghe e strozzate e di adeguata pesantezza per la necessità di esplodere colpi con cartucce potenti adatte a tiri lunghi.
Occorre inoltre valutare l'effetto del rinculo che si genera con cariche magnum, il cui effetto è particolarmente evidente su fucili da caccia diretti, quali sovrapposti e doppiette. L'effetto rinculo è invece abbastanza ammortizzato dai fucili semiautomatici a sottrazione di gas, che sono da preferire anche per avere il terzo colpo a disposizione.
Nella caccia vagante con o senza cane lungo i canneti  la scelta del fucile è rilevante poiché le distanze di tiro non sono mai eccessive e l'imbracciata è veloce; anzi sono preferibili fucili leggeri e non magnum.
l calibro del fucile da caccia, rigorosamente il 12 poiché il 20 anche se magnum non raggiunge le potenzialità necessarie sui tiri a lunga distanza.
Scelta della cartuccia per il fagiano
Se si utilizza un fucile mediamente strozzato e leggero cacciando in bosco le cartucce adatte sono quelle a carica di 28 - 30 gr. con piombo  7 o 6.
A volte qualcuno utilizza cartucce dispersanti per compensare le difficoltà di puntamento che si verificano all'interno del bosco. Se i tiri avvengono all'aperto e sono ragionevolmente lunghi si possono utilizzare cartucce da 33 fino a 36 grammi e in alcuni casi in fucili sufficientemente pesanti si possono utilizzare le baby magnum di 42 grammi.


La quaglia
La quaglia è l'unico galliforme presente sul territorio italiano che ha caratteristiche migratorie. Limitati i periodi di caccia (orientativamente nella prima quindicina di settembre) non è logico individuare per la quaglia un fucile specifico che sia utilizzabile solo per essa, ma è possibile suggerire alcuni tipi di armi più adatte di altre.
 Scelta del fucile per la quaglia
 La caccia alla quaglia è di tipo vagante con il cane da ferma. La sua ricerca, tolto l'agosto dai calendari venatori, si svolge prevalentemente nella prima quindicina di settembre, che in alcune annate può essere particolarmente caldo e siccitoso. Perciò la prima prerogativa che deve avere un fucile utilizzabile sulla quaglia è la leggerezza.
Definita la leggerezza, il fucile da quaglia può essere il classico calibro 12 ma va benissimo anche il fucile di calibro 20.
La distanza di tiro non è mai eccessiva essendo per la maggiore compresa tra i dieci e i trenta metri. Entro questi limiti cartucce dosate e leggere hanno la loro buona efficacia ed i caricamenti leggeri del calibro 12 o medi del 20 sono ottimi, anche in considerazione della scarsa resistenza del selvatico della fucilata.
Indifferentemente possono essere usati sovrapposto, doppietta od automatico e date le relative distanze di tiro, in combinazioni con adeguate cartucce vanno bene canne cilindriche o tre o quattro stelle.
Alcuni appassionati praticano la caccia alla quaglia con calibro 24, 28 e "l'americano" 410; è curioso vedere che sui tiri centrati (non troppo facili con fucili così leggeri), la quaglia cade in maniera molto pulita e raramente rovinata.
Scelta della cartuccia per la quaglia
Le valutazioni che si possono fare sulla cartuccia per la quaglia non sono tanto incentrate su fin dove è possibile abbattere la preda, ma le stesse sono di carattere opposto; ossia date le ridotte distanze di tiro cartucce non adeguate possono rischiare di danneggiare seriamente la quaglia. Perciò occorre competenza nella valutazione del tipo di cartuccia, tralsciando le cariche forte e performanti e privilegiando quelle leggere.
I pallini devono essere di piccole dimensioni 10 o 11 e anche 12 se ci si accorge che le quaglie non troppo smaliziate si involano a brevi distanze.
Le cartucce sia con bossolo di cartone che di plastica, preferibilmente senza contenitore, potranno avere nel calibro dodici dosi di piombo da 28 - 30 gr. con pallini molto piccole e lo medie cariche 32 - 33 gr. con numerazione superiore (10). Nel calibro 20 si potranno scegliere cariche leggere di 24 - 26 gr.


I cotorni
I cotorni o meglio la coturnice è un selvatico la cui caccia è particolarmente dura e difficile e mette alla prova le qualità podistiche di cani e cacciatori.
La caccia ai cotorni per difficoltà del tiro e per resistenza del selvatico richiede un armamento adeguato.
Scelta del fucile per i cotorni
La coturnice è specie che abita i rilievi alpini e in tal senso secondo i dettami della legge 157/92 la caccia è consentita con fucile ad anima liscia a non più di due colpi.
Tale legge ha di fatto penalizzato il fucile semiautomatico indirizzando le scelte "armiere" dei cacciatori verso doppietta e sovrapposto.
Il tiro alla coturnice è difficile sia per le distanze alle quali a volte si invola sia perché, proprio il territorio scosceso nella quale vive è il maggior nemico del tiratore che arriva spesso trafelato e col fiatone sparando con evidenti limiti.
Tutto ciò fa si che l'arma scelta abbia caratteristiche di buona potenza. Scomparso il cal. 16 e messo da parte il cal. 20 per limiti balistici, la scelta dei cacciatori va sul calibro 12, che garantisce il giusto compromesso tra potenza e maneggevolezza.
Il fucile, doppietta o sovrapposto che sia, deve avere due canne con diverse strozzature; 3 stelle e 1 stella dovrebbero soddisfare la maggior parte dei cacciatori di montagna.
Il peso del fucile dovrebbe essere ridotto, perchè anche decine di grammi possono fare la differenza in zona Alpi.
La piegatura dei fucili deve esser media dato che ci si può trovare indifferentemente a sparare verso l'alto o verso il basso.
 Scelta della cartuccia per i cotorni
 La coturnice va cacciata con cartucce adeguate, che nella maggior parte dei casi devono essere abbastanza potenti ed equilibrate.
Si possono abbinare in prima canna cartucce con 34 gr di piombo n° 6 e in seconda canna cartuccia da 36 gr con numero 5.
Per la caccia alla coturnice sono consigliabili bossoli di cartone, cartucce dotate di borra contenitore, polveri non igroscopiche e pallini nichelati.

Il colombaccio
Il colombaccio è un uccello di discrete dimensioni, dotato di un volo molto veloce, molto sospettoso, il cui piumaggio particolarmente fitto sul petto fa si che l'animale risulti discretamente resistente al colpo di fucile.
Scelta del fucile per il colombaccio
Anche la caccia al colombaccio prevede alcune tipologie specialistiche (caccia con gli zimbelli, caccia ai valichi) e situazioni generiche - quando ti passa sopra mentre si caccia fagiano o beccaccia.
La caccia con gli zimbelli è un caccia tradizionale che affascina solo per l'organizzazione assolutamente perfetta e per il gioco che i volatili ammaestrati fanno per attirare i colombacci in volo a posarsi su alberi appositamente potanti a volte anche da oltre un secolo come in alcune prestigiose "cacce" dell'Umbria o delle Marche. Lo sparo ai selvatici, sincrono di più cacciatori è fatto a fermo sulle cime degli alberi. I fucili perciò non devono avere caratteristiche particolari. Canne di media lunghezza con strozzature medie vanno bene.
Diverso discorso è relativo alla caccia ai valichi ove le distanze di tiro sono lunghe e gli uccelli passano veloci. In queste condizioni oltre ad adeguato munizionamento occorrono fucili magnum, con elevate lunghezze di canna, 71/75 cm e molto strozzate. Il semiautomatico è l'arma d'elezione sia per il terzo colpo, che spesso necessita in uccelli molto resistenti, sia per il ridotto effetto rinculo rispetto a doppietta e sovrapposto.
Scelta della cartuccia per il colombaccio
Il colombaccio, uccello robusto ed incassatore necessita di munizioni del calibro 12 pesanti o magnum.Il piombo tipico per il colombaccio dovrebbe essere il 6 ma può oscillare dal 7 al 5.

 La piccola migratoria
Si definiscono genericamente appartenenti alla piccola migratoria alcune specie di uccelli migratori: merlo, tordo, cesena, fringuello, passero, storno, allodola.
La caccia alla migratoria si effettua tipicamente in due modi: da appostamento fisso o temporaneo e allo schizzo.
Scelta del fucile per la piccola migratoria
La caccia alla piccola selvaggina migratoria è per certi versi specialistica poiché il cacciatore si trova di fronte a delle scelte ben precise relative al tipo di tiro ed alle relative distanze. Peraltro anche la mole e la resistenza del selvatico sono abbastanza diversificate se si pensa alla "durezza" della cesena rispetto alla "fragilità" del passero.
Vediamo perciò di razionalizzare i concetti iniziando dalla caccia di appostamento. In questo tipo di caccia il cacciatore generalmente vede arrivare la selvaggina nascosto nel riparo dell'appostamento: perciò il tiro è per la maggiore mirato ed allo stesso tempo si può però svolgere anche ad elevate distanze (tutti noi abbiamo provato quelle sgradevoli giornate nelle quali gli uccelli "non entrano").
Queste considerazioni ci spingono ad affermare che un buon fucile per questo tipo di caccia deve essere dotato di una canna di lunghezza compresa tra i 70 e i 75 cm con buona strozzatura una o due stelle. Generalmente nella caccia alla migratoria di appostamento si spara molto (e molto spesso è necessario doppiare i copi) per cui l'arma dovrebbe essere abbastanza pesante per le caratteristiche del calibro ed in grado di limitare lo sgradevole effetto del rinculo.
Le suddette valutazione definiscono da sole il tipo di fucile ossia un buon semiautomatico preferibilmente con cinematismo a recupero di gas o inerziale (la canna rinculante nel suo ciclo di riarmo provoca leggeri spostamenti alla linea di mira).
In alternativa a questa, la caccia allo schizzo tipica del cacciatore "bruciasiepi" prevede lo sparo a corte distanze, di uccelli velocissimi ed elusivi, che svolgono le loro imprevedibili evoluzioni tra il fogliame e con traiettorie a volte anche rasoterra ma con un'unica costante: sempre in allontanamento. Il tiro efficace in queste condizioni è immediato ed instintivo poiché i tempi di reazione del cacciatore già bruciano il massimo del tempo per lo sparo.
I fucili devono perciò essere maneggevoli leggeri e di facile impugnatura e sono ottime doppiette e sovrapposti anche per l'impossibilità di sparare il terzo colpo. Le canne corte, 62/67 cm, quattro stelle o cilindriche.
I Calibri più adeguati, quasi scomparso il 16 sono il 12 e il 20.
 Scelta della cartuccia per la piccola migratoria
 Anche le cartucce subiscono le valutazioni relative ai due tipi di caccia.
Nel caso dell'appostamento il tiro lungo con canna strozzata necessita di munizioni abbastanza forti con contenitore e che nel calibro 12 possono essere dai 32 ai 34 grammi. La numerazione del piombo può andare dall'8 al 10.
La caccia allo schizzo vuole cartucce leggere che si aprano perciò cartucce senza contenitore (solo borra) o meglio ancora dispersanti sono le migliori. In questo caso il piombo dovrà essere molto fine per garantire un buono sciame alla corta distanza, dal n. 10 al n. 12.

La nocetta
La nocetta è una tipica caccia sedentaria che si effettua al capanno su uccelli migratori di piccola mole.
Tra le prede tipiche del cacciatore alla nocetta ci sono: merlo, tordo, cesena, fringuello, passero.
Generalmente la caccia alla nocetta prevede tiri a fermo.
 Scelta del fucile per la nocetta
 La caccia alla nocetta è considerata una caccia povera mentre invece il suo fascino ha preso prima o poi tutti i cacciatori. E' una caccia di riposo che si fa molto spesso stando seduti ed è la caccia di colo fanno della pazienza il loro cavallo di battaglia.
Cacciando alla nocetta ci si rende subito conto il miglior modo per insidiare le prede è quello di avere un perfetto camuffamento con l'ambiente che ci circonda elemento che obbliga ad un scelta ben evidente: non si può sparare a volo.
Questo significa che una volta che il cacciatore avrà individuato un posto ricco di alberi e di alimenti (es. querce con edera) dovrà costruirci un appostamento in tono con l'ambiente e dotarlo di apposite aperture dalle quali sparare nelle direzioni prescelte.
Molte delle difficoltà per la caccia alla nocetta stanno proprio qui: costruire un capanno che abbia le feritoie nelle giuste direzioni. Il tiro non è poi molto difficile perché sparando sull'animale fermo bisogna solo sbagliare o vere munizioni fuori dose.
Le distanze di tiro tra l'altro non sono mai lunghe e con armi troppo potenti si rischia di distruggere le piccole prede.
Come deve essere allora il fucile per la caccia alla nocetta. Iniziamo dal calibro. Per la nocetta trovano giustificazione tutti i calibri prodotti dall'industria armiera e generalmente non utilizzati altro tipo di caccia. Parliamo perciò del calibro 24, 28, 32, 36. Questi sono i calibri tipici di questa caccia. Il fucile anche può avere delle particolarità dato che è difficile poter doppiare il colpo. Trovano perciò in questa caccia largo impiego i monocanna basculanti nei suddetti calibri. Altri tipi di fucili basculanti utilizzabili sono doppietta e sovrapposto resi leggermente superiori per la possibilità di scegliere la canna e quale munizione sparare di volta in volta (magari arriva un colombaccio).
Scelta della cartuccia per la nocetta
Le cartucce per nocetta si adeguano ai calibri delle armi suddette. Le cariche sono quelle medie del calibro mentre il piombo vista la mole degli uccelli può andare dalle numerazioni 9 al 12. Un consiglio, mirate bene, i fucili da nocetta hanno canne strozzate e la quantità di piombo è poca e a volte ci sono le foglie.


  La lepre
La lepre è il mammifero che fa da caposaldo alla tradizione venatoria italiana. La specie in buona ripresa è presente dal livello del mare fino a 2.000 metri s.l.m. e tutti i cacciatori prima o poi si confrontano con il suo incontro.
 Scelta del fucile per la lepre
La lepre è un animale robusto e vigoroso, con buona resistenza alle ferite. E' inoltre un mammifero che tiene sempre alto il livello di vigilanza attorno contribuendo con ciò alle difficoltà indite nella sua caccia.
Proprio perché animale resistente, la caccia la lepre obbliga i cacciatori all'utilizzo di armi e munizioni appropriate. La caccia classica italiana alla lepre è effettuata con i segugi con i cacciatori che attendono  la lepre alle poste, ma anche altre forme come quella vagante e allo schizzo sono comunque praticate. Tipi di arma e cartuccia possono perciò essere descritti per queste due forme.
Il tiro allo schizzo può essere effettuato con fucili leggeri poiché le distanze sono sempre abbastanza ridotte e l'unica difficoltà può essere relativa alle scoline dei campi ove la lepre si infila per sfuggire alla stoccata. Per ciò il fucile oltre che leggero deve essere ragionevolmente leggero deve essere maneggevole e di facile brandeggio. Le stesse canne per garantire ampiezza di rosata non devono essere troppo strozzate.
L'arma tipica e tradizionale per questo tipo di caccia può essere considerata la doppietta sia essa di calibro 12 che 20 anche se il calibro superiore garantisce ovviamente una maggiore densità di rosata. Oltre alla facile velocità di puntamento della doppietta quest'arma è anche naturalmente predisposta per sparare verso il suolo.
Ovviamente vanno bene anche sovrapposto e il semiautomatico ma questo non è giustificato perché in caso di lepre allo schizzo è difficile che possa servire il terzo colpo.
Nella caccia alla posta i tiri sono lunghi a volte al limite della portata efficace del calibro 12 per cui è da escludere l'utilizzo del calibro 20.
Il fucile semiautomatico diventa in questo caso arma d'elezione poiché la possibilità di esplodere i terzo colpo può garantire sia il colpo risolutivo sia la possibilità di porre fine alle sofferenze di una lepre ferita che tenta ancora gagliardamente la fuga.
I fucili, qualunque siano, saranno utilizzati con cartucce potenti che innescano un forte rinculo, per cui doppiette, semiautomatici e sovrapposti dovranno essere fucili non propriamente superleggeri.
Oltretutto i semiautomatici, in particolare quelli a gas riducono anche l'effetto del rinculo permettendo il loro utilizzo in maniera più agevole.
Date le distanze alle quali si è costretti a sparare la strozzatura delle canne devono essere massime.
Il limite unico del fucile semiautomatico è legato all'unica strozzatura e all'impossibilità di scegliere la cartuccia se non nella sequenza in cui si trovano nel serbatoio.
Questo limite non si ha nei basculanti e tra essi si ritiene preferibile la doppietta più adatta ai tiri verso il basso.
La piega del calcio se possibile deve essere discreta perchè a volte si ha la necessità di sparare verso il basso anticipando la lepre.
Scelta della cartuccia per la lepre
 Se alla lepre si è costretti a sparare a breve distanza qualsiasi cartuccia cal. 12 con piombo dal 6 all'8 può essere adeguata. Nel caso in cui la distanza sia sensibile si deve sicuramente passare a cartucce corazzate con piombo n°4.
Nel cal. 12 il peso delle cartucce sarà 34 - 36 grammi.
C'è chi comunque utilizza nella caccia alla lepre, magari come ultimo colpo cartucce baby magnum con 42 grammi di piombo. Non è molto conveniente l'uso di piombo maggiore del 4, come per esempio il 2, perché la superiore efficacia lesiva del singolo pallino verrebbe inficiata dalla minore densità di rosata che su lunghe distanze è un parametro da valutare attentamente.